Intervistat:

LA ROTTA DELLE ACQUILE E' SEMPRE PIU' VICINA

Raffaele Avagliano

Alla Festa dell’indipendenza il console albanese Topollaj proiettato verso Nato e Ue «Perché siamo un fattore di pace e di stabilità anche per il bacino del Mediterraneo»
Gli albanesi lombardi hanno commemorato con una cena di gala la festa nazionale dell’indipendenza della Repubblica d’Albania. Una cena per affermare la volontà del Paese delle aquile di entrare a far parte dell’Unione europea e della Nato, ma anche per raccogliere i fondi che saranno destinati alla cura della leucemia, all’ospedale di Tirana.

Alla festa, tenutasi all’Hotel Marriott di Milano, erano presenti diverse autorità, sia italiane che straniere, imprenditori e lavoratori albanesi, l’associazione nazionale italo-albanese Alba, nata a Bergamo, oltre ad alcuni artisti, invitati dal console generale Spartak Topollaj.

L’intervento del console generale si è basato sulle linee di politica estera dell’Albania. Topollaj ha spiegato che «l’Albania è un fattore di pace e stabilità all’interno del bacino mediterraneo e in Europa. Per questo prospettiamo l’entrata nell’Unione europea e nell’organizzazione del Patto atlantico, avvalendoci del nostro principale sponsor, gli Stati Uniti».

E ha annunciato: «Nella primavera del 2008 faremo parte della Nato, mentre abbiamo già sottoscritto l’accordo per entrare nella Ue, ma per ora siamo solo candidati».

Poi il console ha posto l’accento sui buoni rapporti con l’Italia e sulla «felice realtà degli albanesi nella Penisola. L’Italia è doppiamente gradita». Topollaj ha fatto cenno ai buoni rapporti con il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, e alla visita in Albania del presidente del Consiglio, Romano Prodi (avvenuta nei giorni scorsi dopo la Festa dell’indipendenza e durante la quale Prodi ha assicurato che «l’Italia vuole l’Albania nell’Unione europea e nella Nato», ndr).
Nel suo discorso il console non ha dimenticato il tema delicato e scottante del Kosovo e ha dichiarato: «Speriamo che diventi uno stato indipendente». A margine dell’intervento ufficiale il Topollaj ci ha spiegato che «l’Albania vuole una soluzione pacifica per il Kosovo indipendente, proprio come chiedono Europa e Usa». E la minoranza serba? «Vogliamo un Kosovo dove possano convivere in pace kosovari e minoranza serba».

Alla cena di gala era presente anche una folta rappresentanza di albanesi immigrati nella Bergamasca. Alba era infatti l’unica associazione invitata. Per la festa nazionale era presente tutto lo staff del sodalizio formatosi a Bergamo e la presidente Leda Kola ha ricordato: «Ogni anno si organizza questa festa però di solito c’è un concerto o uno spettacolo con personaggi di spicco albanesi. Questa volta, invece, si è deciso di festeggiare in maniera sobria, perché con i soldi risparmiati finanziamo la lotta alla leucemia dell’ospedale di Tirana».

Gazmend Shehu, portavoce di Alba, ha affermato orgoglioso: «Siamo l’unica associazione invitata perché abbiamo una struttura a livello nazionale». Mentre Ervin Allko, 22 anni di cui sette a Bergamo, dj dell’associazione, ha aggiunto con un’inflessione bergamasca: «Siamo tutti in Italia da una decina d’anni, mi trovo bene. In Alba, lo ricordo, ci sono anche degli italiani». Nel salone dell’albergo è stata allestita una piccola mostra. Sul palco ha fatto capolino il cappello di Gjergj Kasterioti Skenderbeu, eroe nazionale albanese. Shehu ci ha raccontato la sua storia: «Skenderbeu ha difeso la libertà dell’Albania e ha lottato per l’unità del nostro Paese prima che cadesse sotto l’invasione turca, nel 1455. Solo il 28 novembre 1912 l’Albania è tornata indipendente».

Nel salone sono esposte anche le opere di Llesh Biba, fotoreporter di professione e scultore per passione. Llesh Biba è vestito con l’abito tipico del nord dell’Albania ed è in Italia per un gemellaggio con la città di Torino. Il curioso artista ha mostrato una scultura in legno, dove la barba del personaggio sembra lana ma, in realtà, è scolpita. Oltre alle sculture erano presenti le opere del pittore Ibrahim Kodra, artista che ha avuto successo anche in Italia. La prima violinista dell’orchestra europea Ueco (United Europe Chamber Orchestra) Suela Mullaj ha suonato l’inno nazionale, cantato dagli albanesi presenti. La giovane artista ha fatto notare che «la maggior parte dei giovani laureati extracomunitari in Italia è albanese. Siamo un popolo mediterraneo, quindi è giusto entrare nell’Unione europea. Credo molto nelle istituzioni albanesi».